Tirando le somme


30 spettacoli in 5 giorni
150 tra attori, musicisti, artisti di strada, filmakers, fotografi, danzatori, pittori
9 quartieri di Roma interessati
6.000 circa gli spettatori
2.400 messaggi dai cittadini
25.000 contatti al sito in una settimana

Innumerevoli
le manifestazioni di affetto e partecipazione e immenso l’abbraccio ricevuto dai tantissimi che abbiamo incontrato.
Nessun patrocinio
Nessun contributo economico
(non ne volevamo)

Soltanto la voglia di offrire una testimonianza sociale attraverso l’espressione artistica libera e indipendente. Abbiamo cercato di dare un segno di impegno sociale e di presenza attiva tra la cittadinanza per trasmettere la forte e irrimandabile esigenza di recupero di valori condivisi e di armonia sociale.

Lo abbiamo fatto attraverso un messaggio artistico schietto e festoso che raggiungesse la popolazione in modo diretto e pacifico e che parlasse anche e soprattutto del complesso periodo che stiamo vivendo con testi originali o recuperati dalla tradizione e opportunamente adattati al nostro tempo.

Mettersi in gioco di questi tempi con una simile iniziativa non è facile: diffidenza, torpore intellettuale e culturale, omologazione, burocrazie “legnose”, popolazione smarrita e distratta, disimpegno sociale. E PAURA.

Quella paura che limita e disabilita. Che rende tutti fantasmi privi di identità. E che reprime l’iniziativa e l’aggregazione sana. Era una scommessa difficilissima ma ce l’abbiamo fatta. Avevamo poco tempo e pochi mezzi ma siamo riusciti anche ad andare oltre le nostre aspettative. L’accoglienza di Roma è stata straordinaria e le testimonianze di amicizia e vicinanza ci hanno accompagnato fino alla fine. Fino alla serata indimenticabile di Campo de’ Fiori, quando centinaia di persone hanno assistito a come si salva dal rogo l’arte indipendente.

La stampa ci ha dato molto spazio e per noi è stato importante. Le Istituzioni hanno ostentato l’indifferenza scientifica che si riserva soltanto alle iniziative limpide e inattaccabili. Attendiamo segnali concreti entro breve tempo.

Un sincero ringraziamento va invece alla Questura di Roma, che ha mostrato sensibilità e collaborazione nei nostri confronti. Il ricordo delle strette di mano da parte delle Forze dell’ordine che si sono imbattute nelle performance è un valore aggiunto di infinita importanza per il lavoro che abbiamo svolto e per il significato culturale e sociale che abbiamo voluto testimoniare con la nostra presenza per le strade di Roma.

Ora siamo coscienti che la strada tracciata è quella giusta. Stiamo aumentando e non ci fermeremo perché siamo sempre più convinti che iniziative come questa rappresentano il modo migliore per recuperare spazi di espressione e di civiltà necessari per sentirsi in un paese normale che torna a crescere in un clima di armonia.

Lontano dalle paure indotte e dai modelli devianti imposti dall’alto. Non ci fermeremo, ne in tema di spazi espressivi e fisici ne tanto meno sul piano dell’accessibilità alla cultura. L’accessibilità per ogni cittadino garantito dalla Costituzione che il nostro cavaliere ha citato nell’ultimo atto delle 5 Giornate:

“Risvegliatevi ordunque e liberate
la passione civile, comune fratellanza
della Carta suprema la fertile uguaglianza
che fiorisce nel petto per tornare a gioire

L’Arte ora è libera
La Civiltà rinasce!

Le 5 Giornate di Roma

Ufficio stampa

5giornatediroma@gmail.com

www.le5giornatediroma.tk

www.consequenze.org

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