Manifesto

Con gioia e senza gioia.
Con coraggio e timore.
Senza rabbia e con rabbia.
Sfiniti e colmi di energia. Nauseati e sinceri.Sorridenti e leggeri.
Siamo lo spirito autentico del tempo che viviamo.
Siamo la passione. Siamo soluzione.
Di sguardi limpidi e di parole vere illuminiamo l’espressione nuova.
D’impeto e di follia coloriamo il futuro.
Lo creiamo dal nulla,
dal cuore che è nulla,
dall’anima che è nulla,
dalla mente che è nulla.
Tutto ciò è essenza.

Sfidiamo senza spada e lanciamo la carica senza cavalleria.
Senza sopruso rovesciamo.
Senza violenza armonizziamo.
Siamo mani e piedi altri. Siamo fegato e polmoni altri.
Usciamo dall’oscurità di condanne insensate.
Evadiamo dai silenzi dei poteri imperturbabili.
Sfolliamo dai campi di sterminio monopolisti.
Rifiutiamo lo sventramento delle coscienze e il nichilismo della sottomissione.

Viviamo di partecipazione, socialità, consapevolezza.
Di Libertà, Uguaglianza, Fraternità.

Rifiutiamo l’opera degli accentratori della cultura contemporanea,
i baroni della comunicazione,
ma non scenderemo sul piano conflittuale e sterile dello scontro e della contestazione.
Noi siamo l’oltre e la sostanza della nuova espressione:
libera, indipendente, accessibile a tutti.
Entriamo nel mercato moderno attraverso la chiave di un nuovo codice, radicato nel territorio, per tutti.
Siamo distanti dalle squallide convenzioni nepotistiche e dalle grigie consuetudini clientelari.
Siamo diseredati ma eredi di grandi tradizioni.
Esclusi ma latori di valori inalienabili.
La nostra dolce danza provoca e coinvolge. Avvicina e rivela.
Nel tempo della guerra, della fame, degli stermini e dell’odio,
gli organismi che governano hanno l’obbligo di stimolare e sostenere forme culturali che possano contribuire al dialogo con tutte le culture, per creare una coscienza solidale e partecipativa e rendere così le donne e gli uomini protagonisti effettivi della storia.

Rifiutiamo la spinta parossistica verso la crescita
solo intesa come sviluppo economico, portatrice di angoscia e violenza.

La nostra civiltà è investita da una crisi profonda e pericolosa,
il nostro messaggio sarà consapevole e coerente,
inserito nel mercato attraverso modalità diverse
e affiancato giorno per giorno ad una cittadinanza attiva
che possa recuperare i valori di riferimento fondamentali
per questa e per le future generazioni.

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Una risposta a “Manifesto

  1. Proprio quello che ci vuole. Una presa di coscienza, ma non di classe o partitica: diffusa, generalizzata, sottile e sensibile. Voglio intonarmi a queste voci di protesta ed accordarmi a loro, tentando di dare con ogni mezzo il mio contributo.

    Oliver

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